La città di Rangoon, ribattezzata con il nome
Yangon, è stata fino al 1948 una delle più ricche e
raffinate capitali coloniali. All'ombra delle sue immense
pagode dorate, si ritrova l'atmosfera inglese, l'elegante
struttura vittoriana nei viali alberati, intorno al lago
Inya, nei vecchi palazzi governativi e nelle ambasciate. Ma
quello che più colpisce è la genuinità e fede degli
abitanti, quasi 4 milioni.
Yangon si trova nel fertile delta di un affluente del fiume
Irrawaddy, che costituisce ancora la maggiore via di
comunicazione per le città e le regioni dell'interno. Questo
importante fiume sfocia nel Mare delle Andamane. La città è
stata uno dei porti più antichi dell'Asia fino al 1962,
quando il paese è diventato socialista. Oggi il porto riceve
solo un paio di navi container al mese. L'assenza di
commercio fluviale e marittimo è una conseguenza delle
sanzioni internazionali, ma anche un segno del fatto che le
principali risorse naturali (teak, pietre preziose, riso e
gas naturale) vengono sfruttate via terra dagli stati
vicini della Cina, dell'India e della Thailandia.
Da visitare il Museo Nazionale che ospita al suo interno il Sihasana
Lion Throne (trono di 8 metri di altezza usato dall'ultimo
Re Birmano) e altri affascinanti opere della storia e
cultura del paese. La Pagoda si Shwedagon il tempio più
sacro del paese che all'interno ospita un altare dove si
trovano i capelli di Buddha, portati lì dopo l'illuminazione
del maestro. Ogni giorno 40.000 fedeli vengono a meditare
intorno all'enorme stupa centrale rivestito di tonnellate
d'oro e sormontato da un diamante di 76 carati.
Su un'ampia pianura delimitata dal tortuoso
fiume Irawaddy, Bagan occupa una superficie di 40 Kmq su cui
sono disseminati più di 3.000 stupa. Capitale nell'XI
secolo, durante il regno di Anawratha (a cui viene
attribuito il merito di aver introdotto il buddismo
Theravada), Bagan ha conosciuto il suo periodo d'oro dal IX
secolo fino all'invasione mongola, intorno al 1280. Nel
complesso archeologico ci sono alte terrazze gradinate che
ricordano le piramidi Maya ed edifici cruciformi con
lucernari, affreschi ed archi sofisticati come quelli delle
cattedrali gotiche. Gli abitanti hanno vissuto e coltivato
la terra tra le rovine fino agli anni Novanta, quando
migliaia di persone sono state trasferite con la forza per
fare spazio agli scavi archeologici.
Sebbene i primi insediamenti
a Bagan risalgano quasi all'inizio dell'era cristiana, la
città visse il suo momento d'oro con la conquista di Tathon
nel 1057 d.C. La pagoda Shwesandaw Paya: nel 1057 il Re Anawrahta
costruì questa pagoda che è il
primo monumento nato a Bagan. Fu costruita per collocarvi alcune reliquie di
Buddha. La
costruzione fu portata a termine sotto il suo successore, Re
Kyansittha, tra il 1086 e il 1090. Sul modello
della campana della stupa si costruirono poi tutte le altre
pagode del Myanmar.
Il tempio di Gubyaukhya a
Wetkyi-Inn fu costruito agli inizi del
13°secolo e successivamente restaurato nel 1468. Ciò che
rende molto interessante la visita a questo tempio è la
ricchezza di colori utilizzati per i dipinti che narrano la
vita di Buddha, unitamente alla particolare architettura.
Il tempio Ananda Pahto, uno dei più belli, grandi e
meglio conservati templi della città. Sebbene sia stato
costruito intorno al 1055 dal Re Kyanzittha, questo tempio
rappresenta perfettamente lo stile della fine del primo
periodo di Bagan.
Il tempio di Gubyaukgyi a Myinkaba: costruito nel 1113 da
Kyanzittha son Rajakumar, questo tempio è famoso per gli
stucchi ben conservati che si trovano al di fuori e che
risalgono al 12° secolo. I magnifici dipinti risalgono al
periodo della costruzione del tempio e sono considerati i
più antichi di Bagan. Il tempio Manuha: fu costruito
nel 1059 dal Re Manuha, (il Re di Tathon fatto prigioniero
dal Re Anawrahta). Racchiude una combinazione insolita di 3
figure di Buddha sedute ed una distesa. Si dice che questo
tempio fu fatto costruire dal Re Manuha per esprimere
l'indignazione per la cattura.
Ultima capitale del Regno Birmano, Mandalay è ancora una delle
città più grandi del Myanmar ed è un centro culturale e
spirituale. Trovandosi vicino a Sagaing, la città ospita più
del 60% dei monaci del paese, mentre gli artigiani
continuano a creare i prodotti più belli del paese. Visita
di Mahamuni Paya che ospita all'interno l'immagine di Mahamuni
la più venerata del Myanmar. I fedeli
si accalcano giornalmente alle quattro del mattino per
osservare la cerimonia della pulizia del viso. Sulla
strada per la pagoda, ci si può soffermare ad osservare il
laborioso processo di lavorazione delle foglie d'oro. Da non
perdere Shwenandaw Kyaung, il
Monastero di Legno Dorato, che una volta
faceva parte del Palazzo Mandalay ed era usato come
residenza privata dal Re Mindon e da sua moglie. Da visitare il
Kyaukawgyi Paya (famoso per il suo monumentale
Budda seduto, scolpito in un singolo blocco di marmo) e
l'elegante Sandamani Paya. L'ultima tappa è a Kuthodaw Paya,
conosciuto come "il libro più grande del mondo". Attorno
alla stupa centrale ci sono dei padiglioni più piccoli che
contengono delle tavolette di marmo (729 in tutto con
scritture buddiste e triptkata).
Alte colline orlano il lago su tutti i suoi
lati. Tra le spiagge e le isolette del lago si trovano 17
villaggi, prevalentemente abitati dalla popolazione Intha. Da non
perdere lo spettacolare scenario degli esperti pescatori al
lavoro. Interessanti sono i giardini galleggianti, il mercato
(non ci sono mercati con la luna piena o la luna nuova), un
villaggio Intha, la Pagoda Phuang Daw Oo, il villaggio Inn Paw
Khone il Monastero Nga Phe Kyaung.
Poco fuori da Mandalay sorgono le 3 antiche
capitali ognuna delle quali con un'atmosfera unica. Ad Amarapura,
si può visitare il Monastero Mahagandayon. Concedetevi una breve pausa sul
ponte U Bein, un
pittoresco ponte in teak che si estende per chilometri
attraverso il Lago Taungthaman. Sagaing,
è il centro spirituale del Myanmar con centinaia di stupa,
monasteri e templi. Migliaia i monaci e monache si ritirano
qui per meditare. Tra i principali templi, il Tupayon Paya e
il Hsinmyashin Paya (la pagoda dei tanti elefanti). Inwa, un tempo capitale reale,
ora è un'oasi rurale che ospita il bellissimo monastero Bagaya
Kyaung.
La storia racconta che, molti anni fa, un
giovane viaggiatore italiano si fosse così tanto innamorato
di questa spiaggia e del suo mare che la battezzò con il
nome della sua terra d’origine, Napoli. Negli anni,
probabilmente, la pronuncia dei locali avvicinò il nome alla
parola birmana che significa “pesce ammaliatore” e il nome
della spiaggia divenne "Ngapali”. Siamo nel Myanmar
occidentale, nello stato dell’Arakan, di fronte alla baia
del Bengala: è una lingua di sabbia lunga 3 km, bagnata da
un mare cristallino ed ombreggiata da palme da cocco e pini
casuarina. Raggiungibile in 45 minuti di volo da Yangon ha
prevalentemente 2 stagioni: quella delle piogge da metà
maggio a ottobre e quella secca da Novembre a metà maggio
Località balneare sulla costa sud
occidentale raggiungibile in auto da Yangon, a circa 50 Km
da Pathein, a sud di Ngapali, sulle coste dell' Oceano
Indiano. La stagione delle piogge è da metà maggio ad
ottobre. Da Novembre a metà maggio il clima è secco con
possibilità di acquazzoni tropicali