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...conosciuto anche come "il Paese delle Mille Pagode" o "la
Terra dorata", Il Myanmar rappresenta l'essenza della
filosofia buddista... |
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Cenni
geografici |
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Il territorio birmano
copre una superficie di
678.000 kmq ed è
geograficamente
accomunato al Sud Est
Asiatico. Il suo confine
settentrionale è chiuso
fra i territori cinese,
ad Est, e indiano, ad
Ovest. Lungo il suo
limite orientale confina
con una piccola parte
del territorio laotiano
e una gran parte del
territorio thailandese.
Ad Ovest confina con il
Bangladesh mentre a Sud,
la sua lunghissima costa
marina è bagnata dal
Golfo del Bengala e dal
Mare delle Andamane. Ad
occidente, a nord e ad
oriente, una serie di
montagne e di altipiani
chiudono il Paese con un
arco pressoché continuo,
che si rende
particolarmente impervio
nelle regioni
nordoccidentali dove si
innalzano alte vette fra
le quali il monte
Hkakabo Razi di 5881
metri. Ad oriente si
innalza il vasto
altipiano dello Shan,
compreso tra i 1200 e i
200 metri, che occupa
quasi un quarto
dell’intera superficie
del Paese. Nella
Birmania centrale si
estende invece una vasta
pianura alluvionale
caratterizzata dal lungo
corso del fiume
Irrawaddy che
rappresenta l’arteria
principale da cui
dipende gran parte della
vita economica del
Paese. Le città
principali sono Yangon
(Rangoon), la capitale,
con circa 4 milioni di
abitanti, e Mandalay,
con poco più di 600.000
abitanti. |
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Un po' di
storia |
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I primi importanti
contatti dei popoli
birmani con il mondo
esterno avvennero verso
la fine del II secolo
d.C., ed in modo
particolare con l’India
che un po’ alla volta ne
influenzò la
civiltà introducendo la
propria religione e la
propria arte. Verso la
fine dell’800 ebbe
inizio l’era del regno
di Bagan (Pagan) che
conquistò alcuni regni
limitrofi e che durò
fino al XIII secolo,
quando venne conquistato
dai Mongoli
dell’imperatore cinese
Khubilai Khan, nipote di
Genghiz nella versione
italiana sarebbe Gengois Khan. Al dominio
mongolo subentrò poi il
regno Mon, con capitale
a Pugu, che durò quasi
due secoli. Nel XVI
secolo cominciarono poi
ad apparire i primi
europei, soprattutto
portoghesi, e nel 1531
sorse un nuovo
importante regno che
prese il nome di Taungu.
Questi regni si
combatterono per lunghi
anni e ne risultò la
nascita di una nuova
dinastia che prese il
nome di Alaungpaya e, che
durante i suoi tentativi
di espansione, determinò
i primi scontri con i
Britannici, ormai
pressoché padroni
dell’India. La Birmania
cadde sotto la
dominazione inglese nel
1824 e questo periodo fu
seguito da altre due
guerre anglo-birmane.
Nel 1886 il Paese
divenne una colonia
britannica facente parte
dell’Impero dell’India e
poi, nel 1937, passò
direttamente alle
dipendenze del governo
inglese. Nel 1942 i
Giapponesi invasero il
Paese, appoggiati dai
Birmani che un anno dopo
si proclamarono
indipendenti e
dichiararono guerra alla
Gran Bretagna.
Successivamente però i
Birmani ribaltarono la
situazione alleandosi con
gli Inglesi per
scacciare i Giapponesi
dal Paese. Nel 1948 la
Gran Bretagna riconobbe
l’indipendenza della
Birmania e nacque così il
governo dell’Unione
Federale Birmana che
sotto la guida del primo
ministro U Nu
(1948-1954) riuscì a
restaurare l’ordine
pubblico. Nel 1958 un
colpo di stato
capeggiato dalle destre
filoccidentali portò
alla dittatura del
generale Ne Win. Alla
fine del 1959 U Nu tornò
a capo del governo con
una larga maggioranza
parlamentare, ma fu
nuovamente rovesciato,
nel 1962, da un altro
colpo di stato militare
che riportò al potere il
generale Ne Win. La sua
politica anti-cinese
portò il Paese a
violenti scontri interni
e verso un isolamento
che diventerà una delle
cause delle sue
disavventure economiche.
Nel 1974 venne emanata
una nuova costituzione,
a indirizzo socialista,
e Ne Win fu proclamato
presidente della
Repubblica, carica che
rivestì fino al 1981
quando rinunciò al
mandato e venne
sostituito dal generale
San Yu. Sette anni dopo,
San Yu venne a sua volta
sostituito dal generale
Saw Maung che continua
tuttora con una politica
dittatoriale ma che sta
cercando di aprire il
Paese al turismo e agli
investimenti stranieri.
Nel 1990 si tennero le
elezioni nazionali, ma
a tutt'oggi la giunta
militare non ha ancora
ceduto le redini del
potere alla National
League of Democracy, il
partito guidato da Aung
San Suu Kyi che riportò
una schiacciante
vittoria.
Nel 1991, Aung San Suu
Kyi (una politica
brimana, attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani
nel suo paese) fu insignita del
premio Nobel per la
pace.
La giunta militare di
Yangon afferma da sempre
di voler restaurare la
democrazia, ma sostiene
che un processo troppo
rapido in questo senso
comporterebbe il rischio
di disintegrazione del
Myanmar, composto da una
moltitudine di etnie |
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Il Myanmar oggi |
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Il Myanmar è governato
dal SPDC (Consiglio di
Stato per la Pace e lo
Sviluppo) ovvero la
giunta militare al
potere dal 1962.
Nonostante i metodi poco democratici di governo e la vita
difficile dei suoi cittadini il Myanmar è comunque
accogliente per i turisti, numerosi gli hotel di proprietà
di stranieri che hanno deciso di investire nel Paese creando
nuovi posti di lavoro; numerosi anche i piccoli hotel e le
attività messe su da piccoli proprietari locali. Le guide
sono piuttosto preparate e multilingua. Unica pecca sono le
vie di collegamento, ancora in cattive condizioni (tanto le
strade quanto i collegamenti ferroviari). Le vie fluviali
hanno un ottimo potenziale da questo punto di vista, ma le
imbarcazioni non sono ancora all'altezza di grandi
spostamenti. |
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Religione |
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Nonostante non
sia la religione di stato l' 87%
dei birmani è buddhista
della corrente theravada.
Comunque, grazie alla profonda tolleranza religiosa
buddista, il Myanmar è
un paese di grande
libertà religiosa.
Troviamo quindi luoghi
di culto cristiano di
tutte le chiese,
sinagoghe, moschee,
templi indù e sikh.
Le origini del buddhismo
in Myanmar risalgono al III secolo a.C. quando
il grande re indiano
Asoha inviò dei suoi
missionari in Myanmar
con lo scopo di
convertirne al buddhismo
gli abitanti che
all’epoca professavano
esclusivamente
l'animismo.
Dal VI al X secolo d.C.
giunsero in Myanmar
alcune ondate di
missionari provenienti
dallo Sri Lanka che
portarono e diffusero le
idee della corrente
theravada. Già nel IX secolo
risulta che l'etnia dei pyu aveva accolto le idee del
buddhismo theravada
anche se mescolate con
alcuni concetti del
mahayana e del tantrico
tibetano.
Dall'XI secolo il re
Anarawtha dell’impero di
Pagan opera attivamente
al fine di eliminare dal
buddhismo praticato nel
suo regno tutti i
concetti estranei alla
corrente theravada,
ritrovandosi però
costretto ad accettare
il mantenimento del
radicato e primitivo
culto dei Nat. Il
Myanmar probabilmente è il Paese che in Oriente possiede il
maggior numero di templi buddisti, alcuni dei quali, oltre
che luoghi di culto sono anche capolavori architettonici
(Shwedagon Pagoda di Yangon, l’Ananda Pahto, il Shwegugyi
Pahto e la Shwezigon Pagoda di Bagan, la Shwemawdaw Pagoda
di Bago). |
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La gente |
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La popolazione si compone di varie etnie
che vivono a stretto contatto l'una con l'altra. In realtà
però solo alcune di esse sono state riconosciute
ufficialmente e sono state accomunate per provenienza e
lingua: i Birmani (la maggioranza che vive nella zona
centrale e meridionale del paese), i Chin, i Kachin, i
Karen, gli Shan (di origine Thai, e presenti anche in altre
zone dell'Indocina), i Wa e i Mon.
A causa dell'isolamento creato dai metodi di governo, la
popolazione è molto legata alle sue tradizioni, dalla
religione, all'abbigliamento , alla lingua. I monasteri,
oltre che luoghi di culto, preghiera e vita monastica, sono
anche centri fondamentali per l'istruzione, sopperendo alle
mancanze delle strutture statali.
Uno degli aspetti più
belli di un viaggio in
Myanmar è costituito
dall'opportunità di
entrare in contatto con
una zona dell'Asia che
per molti versi non è
cambiata dai tempi della
dominazione inglese. |
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Gastronomia |
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Parlando di gastronomia consigliamo la birra
locale. Si possono
trovare diversi
superalcolici come rhum,
whisky e gin di
produzione locale, il
vino di lychee, mentre
bibita molto diffusa per
strada è il succo di
canna da zucchero. Il te
birmano ha un sapore
molto forte, molto dolce
e con molto latte.
I piatti dell'autentica
cucina birmana sono più
semplici da acquistare
sulle bancarelle
piuttosto che nei
ristoranti, dove
predominano la cucina
cinese e indiana. Il
riso, ingrediente
fondamentale della
cucina birmana, è spesso
condito con spezie
piccanti o accompagnato
da una saporita insalata
di verdure crude; su
quasi ogni piatto viene
aggiunto il ngapi, pasta
di gamberi essiccata e
fermentata. |
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Usi e Costumi |
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Per quanto riguarda la
buona educazione è
sempre importante
ricordare che le scarpe
devono essere tolte
anche quando si entra in
una casa privata. Non si
deve mai toccare la
testa di qualcuno perché
è considerato un segno
di disprezzo; la testa è
la parte più nobile del
corpo. Indicare qualcuno
con i piedi è
considerato come la
peggiore delle ingiurie,
perché il piede è la
parte più disprezzata
del corpo. Ogni immagine
del Buddha, grande o
piccola, rovinata o
intatta che sia, è
considerata un oggetto
sacro e quindi va
rispettata e non ci si
deve arrampicare sopra
per scattare le
fotografie. Si consiglia
di evitare di girare per le strade, e tantomeno di entrare
nei templi e nei monasteri, con pantaloni o gonne corte, con
la pancia o le spalle scoperte, gridare e gesticolare
per non offendere la sensibilità di questo popolo molto
educato e tradizionalista. |
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Tabù |
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Uno dei tabù più di
discussi è dato proprio
dal nome di questo
Stato, si dice Birmania
o Myanmar? Il nome
Birmania nacque durante il
periodo britannico, ma
dal 1989 la giunta
militare ripristinò il
nome originale Myanmar. |
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