La nostra
terra e la nostra acqua": così gli indonesiani chiamano il
più grande arcipelago del mondo, una realtà complessa fatta
di territori a volte ancora inesplorati. Lungo quasi 5.000
Km, l'arcipelago indonesiano è costituito da 13.660 isole,
che compongono un territorio grande 6 volte l'Italia. Terra
di antiche culture dove sono ancora presenti 485 gruppi
etnici distribuiti su tutto il territorio da Sumatra a West
Papua, l'Indonesia ospita ancora villaggi condotti da
comunità patriarcali ognuna con un proprio dialetto,
religione e cultura. Un popolo ospitale a vocazione
pacifica.
Ed anche una cultura molto legata alle sue spezie, che ha
saputo dare all''Islam un sapore di induismo, insaporito da
un pizzico di buddismo. Giovane repubblica dalla tumultuosa
storia, l''Indonesia affascina per i contrasti tra le città
moderne e sovrappopolate e i contadini che lavorano ancora
nelle risaie come mille anni fa. L''arcipelago offre anche
spiagge paradisiache con fondi sottomarini popolati da
creature oniriche, come quelle che si ammirano a Giava e
Bali, le isole più famose. Situate alla confluenza tra
l''oceano Indiano e l''oceano Pacifico, le isole
dell'arcipelago indonesiano rappresentano infatti un rifugio
per una fauna unica, che si potrà osservare anche nelle
fitte distese di mangrovie. La flora non è certo da meno e
cresce altissima, quasi a voler rivaleggiare con le cime
innevate del Puncak Jaya. Difficile resistere alla
tentazione di una siesta all''ombra del fico del Banian,
questo gigantesco albero sacro che si trova in prossimità
dei templi... un riposo di corta durata, però, che sarà
probabilmente interrotto da una delle innumerevoli
processioni che scandiscono il calendario religioso
dell''Indonesia.
Terra ideale per viaggiatori amanti di luoghi remoti e
fantastici dove convive la tradizione e la modernità e dove
si custodisce la ricchezza delle origini dell'uomo.
Un po' di
storia
L'Indonesia è
da sempre stato un crocevia di popoli del continente
asiatico che transitarono in vari periodi storici, fino alla
comparsa della cultura indiana nel I secolo d.C. Vari regni
si succedettero fino all'arrivo dell'Islam verso la fine del
XIII secolo, che si estese su tutto il territorio ad
eccezione dell'isola di Bali, che rimane tutt'ora l'unica
roccaforte della religione Indù. A partire dal 1500
arrivarono i portoghesi, seguiti dagli olandesi che, grazie
alla costituzione della Compagnia delle Indie Orientali,
conquistarono il paese e vi rimasero fino a quando l'ONU
obbligò l'Olanda a lasciare il paese. Nel 1950 venne quindi
costituita la repubblica presidenziale di Indonesia.
Un po' di
geografia
L’Indonesia è costituita da circa 17.000
isole, circa 7000 delle quali abitate. Esse sono
disseminate su entrambi i lati dell’equatore. Le cinque
isole maggiori sono Giava, Sumatra, Kalimantan (la parte
indonesiana del Borneo), Nuova Guinea (in comune con Papua
Nuova Guinea) e Sulawesi.
L'Indonesia è considerata un paese transcontinentale,
appartenente all'Asia e all'Oceania, in quanto ha isole che
si trovano ai due lati della linea di Wallace.
L’Indonesia presenta frontiere terrestri con Malaysia
sull’isola del Borneo, Papua Nuova Guinea sull'isola di
Nuova Guinea, Timor Est sull'isola di Timor. Indonesia è
prossima ai confini di Singapore, Malaysia, Filippine a nord
e Australia a sud. La capitale, Giakarta, è situata
sull’isola di Giava ed è la più grande città dello Stato, la
seguono Surabaya, Bandung, Medan e Semarang.
Con 4.884 metri sul livello del mare, Puncak Jaya sull’isola
di Nuova Guinea è la più alta montagna del paese (e
dell'intero continente dell'Oceania a cui l'isola
geograficamente appartiene), e il lago Toba a Sumatra è il
lago più grande con una superficie di 1.145 chilometri
quadrati. I fiumi più lunghi sono nel Kalimantan (parte
indonesiana dell’isola del Borneo), e comprendono il Mahakam,
il Barito e il Kapuas.
L’Indonesia è posizionata sul bordo di importanti faglie
tettoniche, quali la placca pacifica, eurasiatica e
australiana che rende regione altamente soggette a fenomeni
quali vulcanesimo e terremoti. L’Indonesia possiede almeno
150 vulcani attivi, compreso il Krakatoa e il Tambora,
entrambi famosi per la loro devastanti eruzioni nel XIX
secolo.
Le Città
principali
Yogyakarta,
o «Jogja» per gli amici, è una città dinamica e studentesca,
dove è piacevole vivere, sotto i baniani che popolano le
piazze, lungo Jalan Malioboro, il viale centrale.
Importante centro culturale, Yogyakarta offre anche
l'opportunità di scoprire il teatro delle ombre delle
marionette, il wayang kulit, che riunisce gli abitanti per
notti intere, o di assistere a un balletto, il tutto al
ritmo dei gamelan. Prambanam, nota grazie al suo immenso santuario
induista del IX secolo, meraviglia d'arte indo-giavanese
inserita dall'Unesco nella lista del Patrimonio
dell'umanità, ma anche purtroppo al terremoto del 2006 che
l'ha seriamente danneggiato. Attualmente riaperto al
pubblico, il sito è tuttora in restauro. Dopo tutto, il suo
destino non è forse quello di essere continuamente
«reinventato»? Scoperto per caso negli anni '30 dalla vanga
di un contadino, il santuario non è ancora stato interamente
esplorato dagli archeologi Jimbaran, paese di pescatori con le sue modeste case
lungo l’asfalto, a nord della penisola di Bukit. Dalle
viuzze trasversali si raggiunge la spiaggia, una mezzaluna
di sabbia chiara quasi deserta e bagnata da un mare
tranquillo. Nulla sembra disturbare i pescatori che riparano
le loro reti in mezzo ai jukung variopinti. Più oltre verso
nord una flottiglia di battelli multicolore si lascia
cullare dalle onde, aspettando il calare della notte per
levare l’ancora. Il mattino qui si tiene un mercato in cui
le mogli dei pescatori vendono il pescato del giorno. Ubud, villaggio di artisti immerso nelle risaie che a
forza di inglobare le frazioni circostanti, è diventato una
vera e propria cittadina, il cui fascino non è sfuggito al
turismo crescente. Ubud tuttavia ha saputo conservare la sua
anima raffinata e un'atmosfera accogliente. Vale la pena
trascorrervi più giorni, non solo per scoprire i numerosi
musei e le gallerie d'arte, dove aleggia il ricordo di
alcuni artisti europei del Novecento, ma anche per avere la
possibilità di assistere a uno spettacolo o a una cerimonia
religiosa. Non dimenticate i dintorni di Ubud, magici Giava, principale isola dell''arcipelago indonesiano,
battezzata "Isola di fuoco" dallo scrittore Alexandre Dumas,
è sempre stata un simbolo di esotismo per gli occidentali.
Anche se la leggendaria giungla che tanto affascinò i
viaggiatori europei è praticamente scomparsa, le cime dei
vulcani dagli inquietanti pennacchi di fumo rappresentano
ancor oggi una destinazione pregna di fascino e di magia.
Queste cime regnano su una terra popolata da 240 milioni di
abitanti, che conferiscono a Giava il primato di isola più
densamente abitata del pianeta. La capitale, Jakarta, è una
vera e propria giungla urbana, che rivela tutto il suo
fascino caratterizzato da affascinanti contrasti e una
palpitante vita notturna a chi saprà superare lo shock
iniziale della prima impressione.
Superato questo battesimo del fuoco, il viaggiatore è pronto
ad affrontare l''esuberanza di un''isola dai paesaggi
naturali più che rigogliosi. In questa terra fertilissima a
causa dei numerosi vulcani, le specie vegetali sembrano
infatti cresciute a dismisura. Per scoprire i segreti di
quest'arcipelago ci si potrà anche lasciare trasportare dai
racconti del tradizionale teatro delle ombre giavanesi, il
Wayang Kulit, che al suono del gamelan, l'orchestrina di
percussioni, narrano le grandi epopee indiane. Numerose
sono, infatti, le influenze che hanno caratterizzato lo
sviluppo degli ex regni indo-buddisti di Mataram,
convertitisi pacificamente all''Islam prima delle lunghe
parentesi portoghesi e olandesi. Per decifrare i tasselli
dell''affascinante mosaico indonesiano si potrà poi andare
alla scoperta di elementi contrastanti tra loro, dalla stûpa
di Borobudur, vero e proprio libro di pietra a cielo aperto,
agli spettacoli di giovani artisti della zona di Yogyakarta.
Lombok, appartenente all''arcipelago delle Piccole Isole
della Sonda, è più selvaggia e indomita delle celebri
vicine, Giava e Bali: una caratteristica che piacerà a
quanti ricercano soprattutto l'autenticità. Situata al di là
della "linea di Wallace", una linea di discontinuità
biologica che separa la regione asiatica dall''Oceania,
questo piccolo territorio insulare è caratterizzato da
paesaggi diversi, quelli della sfera australe, che offrono
anche maggiori contrasti: non c''è niente in comune,
infatti, tra i verdi campi della pianura centrale e le
colline meridionali, dove si estendono savana e zone aride.
I più coraggiosi potranno tentare di raggiungere la sommità
del Rinjani, vulcano ancora in attività al quale gli
abitanti devono il suolo fertilissimo e i tormenti che
caratterizzano la loro storia: dalla cima si ammira uno dei
più bei panorami dell''arcipelago indonesiano. Si potranno
anche scoprire le risaie, coltivate a terrazza sul fianco
del vulcano, che con la loro forma caratteristica sono
diventate uno dei simboli dell''isola. Dopo
quest''escursione, si potrà godere un momento di relax nelle
spiagge dell''arcipelago delle isole Gili, con i suoi
paesaggi da cartolina e i meravigliosi fondali sottomarini:
dopo le emozioni della zona vulcanica del Rinjani, niente di
meglio della dolce atmosfera di queste isole per un momento
di dolce far niente. Queste terre sono caratterizzate da un
Islam moderato, "all''orientale", influenzato dall''induismo
e dall''animismo. Al tipico suono dei gamelan, tradizionali
orchestrine, si uniscono le melodie della tembang sasak,
poesia cantata dell''isola. Una terra molto ospitale con
abitanti affabili, che al sorriso dei viaggiatori rispondono
con un allegro "Hello Misterrr.
La Gente & la
Religione
Anche se la
libertà religiosa è prevista dalla costituzione indonesiana,
il governo riconosce ufficialmente solo sei religioni:
l'Islam, il protestantesimo, il cattolicesimo romano,
l'induismo, il buddhismo e il confucianesimo. Anche se non è
uno Stato islamico, l'Indonesia è il più popoloso paese a
maggioranza musulmana del mondo, con quasi l’86,1% della
popolazione di fede musulmana secondo il censimento del
2000. L’8,7% della popolazione è cristiana, il 3% indù, e
1,8% buddhista o altro.
La maggior parte degli indù sono balinesi, e la maggior
parte dei buddhisti sono di etnia cinese. Sebbene
rappresentino oramai solo delle religioni minoritarie,
l'induismo e il buddhismo hanno dato un’importante influenza
nella cultura indonesiana. L'Islam venne adottato per la
prima volta nel nord dell’isola di Sumatra nel XIII secolo,
attraverso l'influenza dei commerci, e divenne la religione
dominante del paese nel XVI secolo. La Chiesa cattolica
venne introdotta dai colonizzatori e dai missionari
portoghesi, e il protestantesimo durante il periodo
coloniale olandese (calvinismo e chiesa luterana). Una
grande percentuale di cittadini indonesiani pratica una
forma meno ortodossa della loro religione, che si basa sui
costumi e credenze locali.
L’Indonesia possiede circa 300 gruppi etnici, ciascuno con
proprie peculiarità culturali sviluppate nel corso dei
secoli, e influenzate dal contatto con il mondo indiano,
arabo, cinese, malese ed europeo. Le danze tradizionali
giavanesi e balinesi, ad esempio, contengono aspetti della
cultura e della mitologia indù, così come i wayang kulit.
Tessuti quali batik, ikat e songket vengono creati in tutto
il paese con stili che variano da regione a regione. In
campo architettonico le maggiori influenze sono quelle della
tradizione indiana, sebbene siano state molto importanti
anche quelle cinesi, arabe ed europee. Gli sport più
popolari sono badminton e calcio; la Liga Indonesia è la
principale serie calcistica per club. Uno sport tradizionale
è invece il sepak takraw. Alcune regioni storicamente
soggette a guerre tribali, la lotta è tenuta in buon conto,
come ad esempio il caci a Flores, e il pasola a Sumba. Fra
le arti marziali indonesiana vi è il Pençak Silat, che
prevede il combattimento a strettissimo contatto (il sistema
prevede l'utilizzo di mani, avambracci, gomiti, ginocchia,
oltre ad armi da taglio e da impatto); tipico il sarong, una
fascia con la quale si cinge la vita del praticante. Gli
sport sono generalmente di tipo maschile e spesso associati
con il gioco d'azzardo.
La Cucina
Anche la
cucina indonesiana varia a seconda dell’area geografica e
subisce influenze cinesi, europee, mediorientali e indiane.
Il riso è l'alimento base e viene servito con pietanze a
base di carne e verdure. Altri ingredienti fondamentali sono
spezie (in particolare il chili), latte di cocco, pesce e
pollo.
NOTE:
La vita
notturna si concentra soprattutto negli alberghi dove ogni
sera si organizzano serate di animazioni tra spettacoli
musicali e cabaret. Tuttavia nelle grandi città come Bali,
Jakarta e Kuta è possibile trovare locali molto affollati e
frequentati: discoteche, pub e numerosi locali sulla
spiaggia