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Il ricorso all'aggettivo superlativo è d'uopo per provare a descrivere uno degli ultimi paradisi esistenti sul nostro pianeta. Sono molti gli elementi che contribuiscono a rendere Mauritius una destinazione da cui è difficile tornare scontenti. La gentilezza e la cordialità della popolazione, la ricchezza e la varietà della flora, il fascino ed il mistero di miti scomparso come il DODO', simbolo dell'isola, l'allegria del SEGA' la danza dei creoli, i contrai tra il vecchio ed il nuovo, le spiagge bianchissime, il candore del mare, i mercati dai molteplici colori e la qualità dei servizi alberghieri al di sopra dei normali standard vi lasceranno uno stupendo ricordo |
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Geografia |
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| Mauritius è un'isola vulcanica lunga
58 km da nord a sud e larga 47 km da est a ovest, per un
totale di 1.865 kmq (2.040 con Rodrigues e gli
isolotti). Sorge nell'Oceano Indiano poco a nord del
Tropico del Capricorno a circa 3860 km a sud-ovest
dell'India, 2000 chilometri dalla costa orientale
dell’Africa, 800 km a est del Madagascar, e 220 km a
nord-est di Réunion, l'isola più vicina. Oltre all'isola
principale, il paese comprende l'isola abitata di
Rodrigues, circa 560 km a nord-est e alcuni isolotti
corallini come Cargados Carajos e Agalega. Al centro si estende un altipiano, dalla morfologia accidentata per il gran numero di crateri vulcanici, di corsi e di salti d'acqua che lo punteggiano. Al limite del plateau si ergono tre cime basaltiche, che dominano il profilo dell'isola: il Piton de la Rivière Noire (828 m), il Pieter Both (823 m) e il Pouce (812 m) |
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Clima |
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| Il clima è di tipo subtropicale. Le stagioni sono due: estate da novembre ad aprile e inverno da maggio a ottobre. In estate: la media delle temperature è di 30°C, il sole tramonta verso le 19.00, il clima è caldo-umido e il mese più caldo è febbraio. Periodo consigliato per immersioni e pesca d’altura. In inverno: tra i 24°C di giorno e i 17°C notturni, il sole tramonta intorno alle 17.45 e il clima è rinfrescato dagli alisei (venti tropicali costanti). Periodo consigliato per il surf. Salendo sull’altopiano le temperature subiscono una diminuzione, in genere intorno ai 5°C. A Mauritius sopravvive anche la mezza stagione, tra settembre e novembre, con temperature tra i 25°C e i 28°C. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Storia |
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| I primissimi visitatori di Mauritius
furono i mercanti arabi che la chiamarono Dina Arobi.
Risalgono al 1510, invece, le prime esplorazioni
europee, con i portoghesi di Domingo Fernandez prima e
gli olandesi poi, che nel 1598 la colonizzarono e le
diedero il nome attuale in onore del principe Maurice di
Nassau. Alla partenza degli olandesi nel 1710 subentrarono i francesi e Mauritius avviò un processo di notevole sviluppo culturale ed economico. L'aumento della ricchezza andò, però, di pari passo con il moltiplicarsi degli episodi di pirateria al largo delle coste; i danni causati alle casse britanniche e la posizione strategica dell'Isola di Francia convinsero ben presto gli inglesi che era necessaria un'invasione. Questa avvenne senza difficoltà nel 1810, anno in cui i francesi si ritirarono e in cui l'isola riprese l'antico nome di Mauritius. Il cammino verso la democrazia è parallelo a quello verso l'indipendenza, che comincia nel 1885, anno in cui fu promulgata la prima costituzione. Ottantatre anni più tardi verrà riconosciuta dal Regno Unito la sovranità dell'isola, che entra a far parte del Commonwealth. |
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Un paese multietnico |
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| Agli effetti della politica coloniale britannica si deve il profilo socio-culturale odierno dell'isola: abolita la schiavitù nel 1835, si rese necessario incentivare 'immigrazione di manodopera per le fiorenti attività produttive avviate dai francesi. Indiani e cinesi andarono in successione ad affiancare le etnie europee e africane già residenti, creando la base per l'odierna pacifica mescolanza di popoli e culture che non manca mai di colpire il visitatore. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Società e cultura |
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| Una popolazione
eterogenea che conta circa 1.100.000 unità, distribuita
su un territorio grande poco più dell'area metropolitana
londinese. Un miracolo di convivenza etnica che si sta
affermando anche come esempio di estremo dinamismo
economico. Da circa un decennio, infatti, è in atto una
politica di diversificazione, grazie alla quale turismo
e artigianato hanno affiancato l'agricoltura nei
principali indicatori economici, mentre l'industria
(tessile e alimentare) e la finanza si stanno affermando
come poli di attrazione per gli investimenti interni, ma
soprattutto esteri. L'agricoltura si fonda quasi completamente sulla canna da zucchero, le cui piantagioni occupano il 90% del territorio; un'altra risorsa importante per i mauriziani è il tè, coltivato sulle alture di Curepipe, la cui produzione viene per il 25% destinata all'esportazione. Recentemente si è sviluppato un altro mercato fiorente, quello delle anturie, caratteristici fiori a forma di cuore, coltivati nelle serre ed esportati nella loro quasi totalità in Europa e Giappone. L'allevamento è essenzialmente ad uso interno, di pollame soprattutto e in misura minore di suini, bovini ed ovini. La pesca è diffusissima e il tonno in scatola è il principale prodotto industriale dell'isola. |
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Tradizioni e Feste |
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| Crocevia di popoli e religioni, Mauritius è altrettanto ricca di tradizioni, trasmesse soprattutto attraverso il gran numero di riti e feste annuali. Nella macabra ma suggestiva occasione delle Cavadee i fedeli camminano per giorni e giorni gravati da un grande arco di legno (cavadee) cui vengono appesi due sembous, vasi per il latte; indossati zoccoli chiodati e applicati lunghi aghi sul corpo. Il rito si conclude con lo sfilamento degli aghi, la deposizione del cavadee e con un pasto succulento a base di sette tipi differenti di curry. A fine febbraio si può assistere allo spettacolare pellegrinaggio in onore del dio Shiva verso il lago sacro Ganga-Talao: per tre giorni le strade si affollano di pellegrini che formano una coda scintillante di specchi e icone. Evento di grande fascino è la Festa della Luce, nel mese di ottobre, durante la quale tutte le case e i templi dell'isola vengono addobbati con scintillanti luminarie. Molto sentita è anche la festa del primo dell'anno, salutato da splendidi fuochi accompagnati da canti e balli: spicca l'avvincente Danza del Drago, in cui acrobazie e coreografie si sposano agli splendidi e variopinti costumi tradizionali cinesi. La festa chiamata Holi segna l'inizio del Nuovo Anno indù: due giorni, tra corse e spruzzi d'acqua colorata. Di grande effetto la Marcia sul Fuoco della comunità tamilica di Mauritius, durante la quale i fedeli camminano sui carboni ardenti. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Arte e Artigianato |
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| Negozi, mercati, gallerie:
l'inventiva e la fantasia mauriziana sono pronte a
svelarsi al visitatore a ogni angolo. Senza dimenticare
naturalmente l'eccellenza, certificata dal National
Handicraft Centre, l'ente nazionale che presiede alla
definizione degli standard qualitativi. Lo shopping a
Mauritius riesce, quindi, a riservare molte sorprese.
Gioielli, pelletteria, lavorazione di fibre vegetali e
di legni, sono tra i prodotti che attirano maggiormente
i visitatori, grazie anche alle boutique duty free che
permettono di avere prezzi concorrenziali sulle materie
preziose; l'unica delusione sarà quella di non poter
indossare il gioiello acquistato prima di lasciare
l'isola: proprio per permettere questi forti sconti gli
oggetti acquistati vengono consegnati in aeroporto al
momento della partenza. Ma l'artigianato mauriziano è famoso nel mondo soprattutto grazie al modellismo: alcune piccole aziende producono collezioni di navi, antiche e moderne, e pezzi unici su commissione, ricercatissimi per la cura meticolosa nei dettagli (si utilizzano anche gli stessi materiali degli originali) e per la convenienza assoluta dei prezzi. |
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Musica e Danza |
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| Musica e tradizione s'incontrano a
Mauritius nella danza folkloristica del séga, le cui
origini risalgono all'Africa e al Madagascar. Il séga
rappresenta l'evoluzione di antiche e suggestive danze
risalenti al periodo della schiavitù: l'ambientazione è
tipicamente notturna (la leggenda la vede nascere in
seguito all'apparizione di un fuoco magico ad alcuni
schiavi, durante una fredda e buia veglia sulla spiaggia
di Morne, nel sud dell'isola); originariamente era
accompagnata solo dal canto e dal ritmo percussivo, cui
oggi si tende ad affiancare l'utilizzo di strumenti
melodici occidentali. Al linguaggio della musica si accompagna quello del corpo: sensuali ballerini e ballerine, vestiti i primi con ampie camicie bianche e pantaloni al ginocchio, mentre gonne lunghe, corpetti attillati e ombelico scoperto spettano alle seconde. Danzano sulle sabbie mauriziane evocando magiche atmosfere. A completare il quadro si aggiungono i canti in lingua creola. Nelle spiagge mauriziane è possibile ancor oggi assistere a queste spettacolari danze. Il séga è ballato anche nei locali notturni di Mauritius, con un'orchestrazione più elettronica. Ne esistono comunque diverse versioni, dalle più tradizionali alle più moderne, più simili ai ritmi latini della lambada o della salsa, ma tutte sempre caratterizzate da grande energia e sensualità. |
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Flora e Fauna |
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| Ricchissima e spettacolare, la flora
mauriziana incanta per i colori e la varietà. Solo
sull'isola è possibile ammirare esemplari assolutamente
unici: le ninfee giganti, dalle bellissime foglie
bianche e del diametro di oltre un metro. La palma Hyophorbe amaricaulis, di cui è rimasto l'unico esemplare al mondo nel giardino botanico di Curepipe. La Trochetia, simbolo della nazione, fiore di cui ormai esistono pochissimi esemplari. Diverse varietà di fior di loto, tra cui il caratteristico ylang-ylang, ricercatissimo per la produzione di oli essenziali; e ancora alberi secolari, incantevoli gigli e centinaia di fiori e frutti esotici che crescono per tutto l'anno. Tale strabiliante assortimento è raccolto ed esaltato nel giardino botanico di Pamplemousses. Nelle regioni orientali dominano le vaste piantagioni di canna da zucchero, insieme a palme da cocco e altre piante tropicali. Tra queste i filaos costeggiano gran parte delle spiagge: la loro altezza le protegge dal vento del litorale. |
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Cucina e Piatti Tipici |
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| Le maggiori tradizioni culinarie si
ritrovano nella tradizione gastronomica dell'isola: dai
piatti della cucina creola, dai sapori forti e speziati,
alle prelibatezze della cucina francese, fino alle zuppe
della tradizione cinese, mentre la presenza dell'Oceano
Indiano garantisce un vasto assortimento di pesci e
crostacei. Moltissimi i piatti tradizionali, dalle
origini più diverse: la rougaille, una salsa speziata a
base di pomodori e zenzero con cui condire sia pesce che
carne, s'inserisce nella miglior tradizione della cucina
creola; vindaye , salsa di senape servita con pesce
freddo, così come il chutney, insalata a base di frutta,
ortaggi e spezie, sono piatti di origine indiana; il bol
renversé, una zuppa di gamberetti, tagliatelle e pollo,
proviene direttamente dalla cucina cinese; orientale è
la tanto buona quanto originale youm koumg, una
specialità a base di frutti di mare al cocco; la cucina
francese domina poi con le sue buonissime zuppe. Il
sapore più tipico di Mauritius rimane comunque il curry,
a base di carne o di pesce. Una cucina quindi
internazionale e originale allo stesso tempo. E non manca la varietà nemmeno nelle bevande, con vini importati soprattutto dalla Francia e prodotti indigeni caratteristici come il rum o l' alood, gustosa bevanda ottenuta con sciroppo di rosa e semi di alooda . L'originalità mauriziana non poteva esimersi neanche nel caffè: da una parte il caffè creolo, con tanto di scorze di agrumi e rum, servito flambé, dall'altra il coulé, caffè filtrato insieme alla vaniglia. |
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Le spiagge |
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| Blue Bay (costa
sud) L'insenatura di Blue Bay si trova a sud-est dell'isola, a pochi Km da Mahébourg. Attorniata da un semicerchio di alberi di filaos, la spiaggia, candidissima, offre, oltre a un eccellente e rinomato luogo per i bagni, la possibilità di praticare sport acquatici, tra cui spicca per importanza il windsurf. Cap Malheureux (costa nord) Spostandosi verso est da Grand Baie, si incontra il villaggio di Pereybère e subito dopo Cap Malheureux, il punto più a nord dell'isola. Questa spiaggia, ora soprattutto meta di giovani, è stata il punto di sbarco degli inglesi nel 1810 durante le manovre dell'attacco a Port Louis. Nelle vicinanze, a Goodlands, si trova Historic Marine, la famosa fabbrica di modellini di navi, meta di collezionisti da tutto il mondo. Al largo della costa, si staglia il profilo di quattro piccole isole: Coin de Mire, il cui nome deriva dalla sua rassomiglianza con l'angolo di mira di un cannone; Ile Plate, sede di un faro e di un piccolo cimitero del secolo scorso (qui venivano raccolte le navi in quarantena). L'isola e l'isolotto ad essa satellite, Gabriel, sono racchiusi dalla barriera corallina. Su Ile Ronde si può incontrare il fetonte, una sorta di lucertolone piatto, tipico dell'isola, e varie specie di gechi e serpenti, che invece non si trovano nell'Ile aux Serpents che, malgrado il nome, non ospita rettili ma una gran varietà di uccelli. Flic en Flac (costa ovest) Poco più a nord di Tamarin si trova Flic en Flac, villaggio che negli ultimi anni è divenuto uno dei principali centri turistici di Mauritius, grazie alle sue bellissime spiagge bianche circondate dall'azzurro cristallino del mare e dai verdi boschi di filaos. Uno spettacolo incredibile anche per chi ama l'immersione, con la stupenda barriera corallina e i coloratissimi abitanti del mondo sottomarino. Flic en Flac è considerata una delle più belle spiagge di tutto l'Oceano Indiano. Grand Baie (costa nord) Tale è l'estensione di questa baia, che le sue estremità arrivano quasi a racchiudere le acque a cerchio. All'interno, un porto accoglie le imbarcazioni da diporto: da semplice villaggio di pescatori, ora è infatti diventata uno dei principali centri turistici dell'isola. Punto di ritrovo per sommozzatori e appassionati di immersioni, le sue splendide spiagge sono tra le mete preferite di amanti del surf e del windsurf, e durante la notte il divertimento è assicurato dai diversi club (dove è possibile ascoltare dell'ottima musica) e locali nati negli ultimi anni. Pereybère (costa nord) Tra Grand' Baie e Cap Malheureux, sulla punta settentrionale dell'isola, si trova questa piccola insenatura, su cui si affaccia la strada costiera. L'acqua ha colori intensissimi, dovuti alla maggiore profondità dei fondali: questa caratteristica rende Pereybère uno dei luoghi preferiti dell'isola per i bagnanti. Pointe aux Canonniers (costa nord) Lingua di terra poco a nord di Trou aux Biches, dà sulla splendida spiaggia di Mont Choisy, una delle più famose dell'isola, che si specchia in una laguna dalle acque a dir poco cristalline. Sulla punta della penisola si trovano i resti di un vecchio faro. Il nome deriva dai cannoni della guarnigione francese, tuttora visibili. Roches Noires (costa est) E' una delle mete preferite dai turisti in cerca di refrigerio nei mesi più caldi. Situato sulla costa orientale, poco più a nord di Poste Lafayette, questo lido è meta anche di appassionati di windsurf: per tutto l'anno, infatti, vi soffiano i venti provenienti dal mare. Trou aux Biches (costa nord) Il nome di questo piccolo centro, un tempo villaggio di pescatori, sembra dovuto al fatto che qui venivano ad abbeverarsi le femmine dei cervi; curiosamente a Curepipe esiste il suo parallelo, Trou aux Cerfs, per gli esemplari maschi. A pochi chilometri dal villaggio l'imperdibile Blue Safari Submarine: un sottomarino si immerge a oltre 30 m di profondità, alla scoperta delle incredibili meraviglie faunistiche e della barriera corallina dell'Oceano Indiano. Trou d'Eau Douce (costa est) Uno dei primi insediamenti olandesi, è un piccolo villaggio in cui riscoprire il piacere dei piccoli centri, coi loro vicoli e i loro segreti. Con pochi minuti in barca si può raggiungere l'Ile aux Cerfs, le cui spiagge da sogno sono rinomate in tutta Mauritius grazie anche ai caratteristici alberi di casuarina. Oltre ad ammirare i bellissimi cervi che vi abitano, è possibile godere della tranquillità di spiagge isolate oppure essere coinvolti in qualsiasi attività sportiva marina, dall'immersione al windsurf. Sempre partendo da Trou d'Eau Douce si giunge fino all'imponente Grande Cascata Sud-est. Di grande fascino è anche il tempio indiano che si trova a Quatres Soeurs sulla strada per raggiungere Pointe du Diable. |
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