ermato, dove le tradizioni sono ancora vive. Fino a poco tempo fa non vi erano auto per
gli spostamenti all’interno. I mezzi che venivano utilizzati erano
carretti
trainati da buoi oppure biciclette. Ancora oggi gli spostamenti
avvengono maggiormente così e la presenza di auto è veramente
minima. Le barche vengono costruite ancora con metodi
tradizionali e la lavorazione della noce di cocco (la coprah) e’
ancora in uso. La biodiversità di La Digue non si limita
al solo uccello “Vedova”, uno degli uccelli più rari al
mondo, ma ne fanno parte altre specie come la rondine di
grotta, il tarabuso cinese, il becco di corallo e due rare
specie di tartaruga palustre.
Le foreste di La Digue racchiudono una flora molto ricca di
orchidee, vaniglia e alberi quali il mandorlo Indiano e il Takamaka. I giardini splendono con gli ibiscus e altri
cespugli esotici su uno sfondo di palme che ondeggiano al vento.
Non vi sono grandi strutture ricettive, fatta eccezione del La Digue
Island Lodge.
La maggioranza sono piccole guesthouse a conduzione
familiare, dislocate tra la zona di La Passe e Anse Patates,
sulla costa nord dell’isola.
Partendo dalla punta nord dell'isola e proseguendo
in senso antiorario
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troviamo numerose spiagge tra cui Anse Patates
ed Anse Severe. Scendendo verso sud incontriamo Anse La Reunion ed Anse Union fino ad
arrivare alla più affascinante e conosciuta delle spiagge: Anse Source d’Argent. |
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Qui la sabbia bianca che si confonde con quella rosa, la vegetazione
che
contrasta con le rocce granitiche ed il mare con le sue mille
sfumature turchesi creano qualcosa di veramente unico.
Tra le spiagge più isolate e selvagge, vi sono
quelle di Anse Banane e Anse Gualettes sulla costa
est.
E’ quasi un dovere
visitare quest'isola dall’atmosfera amichevole e
conviviale, dal languido e lento ritmo della vita,
dall’architettura tradizionale e dalle spiagge e
panorami mozzafiato
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