Normalmente si intende per Indocina, la zona geografica che comprende
Vietnam, Laos e Cambogia


Vietnam

 

Nonostante il suo passato di infinite guerre contro popoli dominatori provenienti da tutto il mondo, il Vietnam ha saputo risollevarsi con maestria tanto da mostrarsi a tutti gli effetti come un paese “normale” agli occhi dei sempre più numerosi visitatori che ogni anno di più scelgono questa meta per i loro viaggi. All’interno del paese, c’è una grande diversità di paesaggi: dalle montagne del nord, alle foreste del centro per arrivare alle splendide coste del sud, che offrono la possibilità di soggiorni mare di tutto rispetto. Il Vietnam offre quindi un mix di varie emozioni: la fierezza del Nord, la monumentalità di Hue, i ricordi drammatici di Danang e le limpide acque del mare del sud.

Un po' di storia

Il primo stato vietnamita nacque tra il IV e il II secolo a.C. attorno al Golfo del Tonchino. Nel 221 a.C. venne conquistato dai cinesi; le lotte per l'indipendenza si susseguirono e per due volte i cinesi riconquistarono la regione; il paese riprese l'autonomia all'inizio del X secolo e pian piano si estese verso Sud. A metà del XIX secolo si insediarono i Francesi lasciando comunque formalmente sul trono le dinastie locali. Durante la seconda guerra mondiale, il Vietnam fu invaso dai Giapponesi che crearono l’Impero del Vietnam; soltanto Ho Chi Minh (leader comunista-nazionalista) riuscì a contrastare l’occupazione e proclamò l’indipendenza del paese. Nel 1954 con la conferenza di Ginevra, il territorio fu diviso in due stati: il Vietnam del Nord (con cui si coalizzarono Cina e URSS) e il Vietnam del Sud (con cui si coalizzarono gli Stati Uniti). La guerriglia comunista dei Vietcong portò negli anni 60 ad un massiccio intervento militare da parte degli Stati Uniti, ma non riuscirono a prevalere e dopo 10 anni di guerra dovettero abbandonare il campo lasciando una nazione distrutta e milioni di morti. Dopo la ritirata degli americani i due stati ripresero la guerra e nel 1976 il Vietnam venne ufficialmente unificato sotto il controllo del Nord.

Le Città principali

Hanoi, la attuale capitale politica del Vietnam, è una città che unisce ricordi del passato tradizionale al più recente passato coloniale francese. Vale la pena di essere visitata passeggiando a piedi o in bicicletta.
Ho Chi Minh, (l’antica Saigon) è la capitale economica del paese e la città più grande. E’ la città dei contrasti, una città in continuo movimento particolarità che si riflette anche nell’architettura. Infatti alle palafitte si affiancano case lussuose, alle strade caotiche si affiancano viuzze semi-deserte.
Hue, la città d’arte del paese, è considerata la più bella; è stata capitale del Vietnam unificato dal 1802 al 1945.
Danang, antica capitale imperiale, in passato è stata il centro della diffusione della cultura Cham. La China Beach, una lunga lingua di sabbia affacciata sul Mar Cinese Meridionale, e le Montagne di Marmo, utilizzate durante la guerra come rifugi, sono i tratti distintivi della città.
Hoi An, conosciuta un tempo come Fai Fo, è un gioiello poco a sud di Danang. La cittadina è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, per il centro storico ricco di templi, monumenti e manufatti. La città conserva ancora in parte tracce del suo passato di città portuale. A breve distanza anche belle spiagge che rendono il soggiorno ancora più piacevole.

Le Strutture Alberghiere

Dal punto di vista delle strutture, il Vietnam ha saputo in poco tempo raggiungere gli standard internazionali, anche se, naturalmente, è necessario un minimo di spirito di adattamento. Normalmente sono disponibili guide parlanti sia inglese che italiano

La Gente & la Religione

La popolazione è in gran parte composta di giovani. Dal punto di vista territoriale, la popolazione si concentra nelle città costiere e nella regione della Cocincina. E’ composta dall'86,2% di vietnamiti, e la restante percentuale da cinesi, tailandesi, cambogiani e da altre minoranze che vivono in prevalenza nelle zone montuose del nord (questi ultimi sono noti come degar o, in francese, montagnard). I Thái sono di etnia thailandese e vivono nella parte centrale e nord del paese, mentre i  Khmer Krom sono di etnia Khmer o cambogiana e vivono nel delta del Mekong e a sud di esso, in territori per lungo tempo parte dell'Impero Khmer. A seguito dell’influenza cinese, la gran parte della popolazione vietnamita è di fede buddista; non mancano tratti di confucianesimo e taoismo; il cattolicesimo è presente in piccola percentuale.

La Cucina

Il turista che si trovi in Vietnam, potrà trovare in cucina il giusto mix di pietanze. La cucina vietnamita infatti si compone di quasi 500 piatti della tradizione, basata su prodotti locali; da non perdere Nuoc Mam (salsa di pesce fermentato), il Bahn Cuon: frittella di riso cotta a vapore con ripieno di carne di maiale tritata; Bun Cha: vermicelli di riso con maiale arrosto e verdure, serviti con aceto, chili e zucchero; Cha: polpa di carne di maiale fritta nel lardo o arrostita sui carboni ardenti; Com tay cam: riso con funghi, pollo e listarelle di maiale, aromatizzato con lo zenzero; Lau: minestra tipica; Oc Nhoi: carne di lumaca e di maiale avvolta in foglie di zenzero e cotta nei gusci di lumaca.. Non manca naturalmente il riso bianco, guarnito con spezie, pesce e carne. Tra i dolci: Banh Bao, pasticcino cinese a forma di seno femminile, soffice e dolce all’esterno con all’interno un ripieno di cipolle e verdure, e Banh Dau xahn, un dolce a base di un particolare tipo di fagiolo detto munco che si serve con il te caldo. Accanto a questi prodotti tipici troviamo anche alcuni piatti della cucina occidentale

Laos

 

Il Laos è forse lo stato più misterioso dell’Indocina, perché offre ai suoi visitatori ancora i profumi, i colori e le tradizioni di un tempo, in quanto è rimasto al riparo dai grandi flussi finanziari e dal turismo di massa

Un pò di Storia

Terra di popoli fin da epoche antiche, il Laos è stato oggetto di domini vietnamita e cambogiano (in particolare Cham e Khmer), cui si aggiunse una forte influenza indù. Nel XIII secolo si iniziò a costituire un regno autonomo e si rafforzò il buddismo. Nel 1520 si consolidò l’indipendenza e Vientiane divenne capitale del regno; poco tempo dopo però la forza del regno iniziò a scemare e nel 1778 venne conquistato dai Thai e integrato nel Regno del Siam, fino a che, nel tardo 1800, il Laos venne colonizzato dai francesi sottraendosi ai Thai e diventando regno autonomo nel l’Indocina Francese.
I giapponesi provarono ad occupare il Regno ma in breve tempo lo riconquistarono i francesi e ne proclamarono l’indipendenza. Negli anni poi si susseguirono numerose lotte interne tra famiglie nobili. Con il crollo del blocco sovietico il paese si aprì ad una maggiore liberalizzazione economica, pur basata su una forte influenza comunista

Le Strutture

Nonostante l’ultimo governo abbia cercato di puntare sul turismo, ancora non tutti i servizi funzionano alla perfezione (le strade non sono ancora tutte asfaltate, le guide non hanno una preparazione di alto livello e non parlano italiano). Tuttavia è forse proprio questo mix di tradizione e iniziale rinnovamento che rende così particolare ed unico un soggiorno nella terra del sorriso e della cordialità

La Gente, la Lingua & la Religione

La popolazione è composta da diverse tribù con usi e costumi differenti tra loro. Le tribù appartengono a tre gruppi: Lao Lum, Lao Song e Lao Teung. Dal punto di vista della lingua, quella ufficiale è il Lao ma, come eredità coloniale, è rimasto il francese. All’interno delle varie tribù, però, si parlano numerose varietà di lingue. Il Laos è soprattutto una terra di grande pace e serenità, dove i ritmi di vita sono assopiti, la disponibilità delle persone è massima, la gentilezza e il rispetto nei confronti dell'altro sono caratteristici dei laotiani, sicuramente influenzati da una religiosità non bigotta né esibita, ma profonda. I laotiani parlano quasi sottovoce. La religione più diffusa in Laos è il buddhismo Theravada introdotto tra il XIII e il XIV sec. all'epoca dell'unificazione del regno Lan Xang. Accanto al Buddismo sopravvive il culto dei Phii, gli spiriti guardiani. Vi sono piccole minoranze musulmane e cristiane

La Cucina

La cucina laotiana è tipicamente asiatica: riso, carne, pesce e verdure, ma meno piccante della cucina tailandese. Rimangono tracce della tradizione francese anche in cucina. Ottima la frutta e la verdura locale. Il costo del cibo è esiguo e si può mangiare bene tanto nei ristoranti quanto tra le bancarelle lungo la strada

Cambogia

  

Vegetazione lussureggiante mista ad imponenti templi di pietra e ad una ricchissima tradizione culturale, fanno della Cambogia un paese affascinante. Molto presenti sono ancora le tracce di una guerra che l’ha sconvolta per anni e l’impatto per il viaggiatore può essere a volte forte ma sicuramente sorprendente poiché ai segni della guerra si affianca l’infaticabile impegno della popolazione locale a mantenere del suo passato soltanto i lati migliori su cui costruire un nuovo futuro. Un viaggio in Cambogia, è un viaggio essenzialmente culturale, ove, attraverso i numerosissimi templi e musei si trova tutta la tradizione e la storia del paese

Un pò di Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono ad epoche antiche. Il luogo ben si prestava infatti alla coltivazione, alla pesca e al commercio. Uno dei primi regni conosciuti è il Regno del Funan cui seguirono vari altri regni fino ad arrivare alla dominazione Khmer, dapprima come dominatori e poi come stato autonomo. Tra i sovrani più ricordati per gesta ed opere si annoverano Jayavarman II, Indravarman I, Jayavarman VII. Tra il XV secolo e la dominazione francese (seconda metà del 1800) il regno attraversò i cosiddetti “anni bui”, anni di stagnazione economica e di sempre maggiore sottomissione a Tailandia e Vietnam. Con i francesi (il cui controllo durò circa 90anni) risorsero le istituzioni, il buddismo e la vita tradizionale; si costruirono numerose infrastrutture e opere pubbliche, ma si trascurò l’educazione. Il paese venne coinvolto nella guerra tra Vietnam e Stati Uniti. Solo negli anni 90 si tennero le elezioni e si promulgò la costituzione che rese la Cambogia una monarchia costituzionale

Le Città principali

Phnom Penh, capitale della Cambogia, è sorprendente agli occhi dei suoi visitatori. Al traffico di biciclette e motorini si affiancano templi antichi che fanno sembrare che il tempo si sia fermato. Da non perdere il tramonto sulle rive del Mekong.Degni di nota il Palazzo Reale, la Pagoda d’argento e il Museo Nazionale.
Siem Reap, ai margini del complesso archeologico di Angkor, fu costruita all’apice della cultura Khmer. La caratteristica principale di questa città è la presenza di splendidi monumenti immersi nelle foreste e di bassorilievi scolpiti nella roccia

Le Strutture

Sebbene le guerre abbiano segnato il paese, la Cambogia ha saputo fare uno sforzo notevole per risollevarsi. Dal punto di vista del turismo il paese è accogliente. Vi sono hotel di tutte le categorie soprattutto a Siem Reap e Phnom Penh. Da qualche anno sono disponibili guide parlanti italiano anche se ancora in numero limitato

La Gente, la Lingua & la Religione

La popolazione è prevalentemente Khmer, le minoranze sono vietnamite e cinesi; la lingua ufficiale è il Khmer ma è rimasta un’eredità francese dovuta alla dominazione. La religione di stato è il Buddismo (prevalentemente Theravada), per questo motivo, data la rinomata tolleranza religiosa buddista, in tutto il paese c’è assoluta libertà di religione. Esiste una minoranza musulmana, mentre la religione cristiana era ancora poco presente sebbene in crescita

La Cucina

La cucina cambogiana unisce le tradizioni tailandese, cinese e vietnamita; è quindi basata prevalentemente sul riso, cui si affianca la tradizione di pesca d’acqua dolce con tutti i suoi prodotti. Piatto essenziale della cucina cambogiana è la zuppa: le più comuni sono la samla machou banle, di pesce, la samla chapek, di maiale allo zenzero, e la samla machou bangkang, di gamberetti. Vasta è la scelta della frutta. La colonizzazione francese ha lasciato in eredità l’abitudine del pane, che viene sfornato giornalmente. Nelle località principali non mancano ristoranti cinesi, occidentali e vietnamiti.


NOTE:

In tutta l’Indocina la vita notturna non è ancora molto sviluppata. I ritmi di vita iniziano normalmente al mattino molto presto e terminano nel tardo pomeriggio. Per questo motivo, la gran parte delle visite viene effettuata di mattina e il pomeriggio viene lasciato a disposizione per entrare in contatto con la cultura locale, usi, costumi, cucina e prodotti tipici.


 

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